Il bruxismo

Logo GSID definitivo alta risoluzioneSTATEMENT DEL GRUPPO DI STUDIO ITALIANO DISORDINI CRANIOMANDIBOLARI

(Daniele Manfredini & Frank Lobbezoo, 2018)

Il bruxismo è una condizione orale che attira interesse, tra gli altri, dei ricercatori e dei clinici che si occupano di odontoiatria, neurologia, psicologia, medicina del sonno. Il bruxismo è chiamato spesso in causa per le sue possibili conseguenze cliniche, quali ad esempio dolore orofacciale, usura dentale, fallimenti dei restauri odontoiatrici. Tuttavia, nonostante il crescente interesse delle diverse comunità di professionisti, permangono vari aspetti ancora da approfondire e da chiarire per poter gestire appropriatamente tale condizione.

Alla luce delle suddette necessità, l’esigenza primaria è quella di “parlare tutti un linguaggio comune”. Pertanto, è stato recentemente compiuto uno sforzo da parte di un panel di dieci esperti internazionali, al fine di approntare una definizione di bruxismo condivisa (Lobbezoo et al., J Oral Rehabil 2013):

Il bruxismo è un’attività ripetitiva dei muscoli della mandibola caratterizzata dal serramento o dal digrignamento dei denti e/o dalla pressione in posizione fissa della mandibola. Il bruxismo ha due distinte manifestazioni circadiane, in quanto può manifestarsi durante il sonno (indicato come bruxismo del sonno [sleep bruxism]) o durante lo stato di veglia (indicato come bruxismo della veglia [awake bruxism]).

Ci sono molti elementi che suggeriscono che tali fenomeni siano entità differenti, con diversa eziologia e significato clinico, e diverse conseguenze sulla varie strutture del sistema stomatognatico. In quest’ottica, rimane una necessità imprescindibile quella di misurare il continuum fisiopatologico del bruxismo in termini di intensità e frequenza e di valutare accuratamente la correlazione delle diverse attività muscolari associate alle diverse diagnosi di bruxismo con specifiche conseguenze cliniche e con specifici riferimenti soggettivi da parte del paziente.

Il consensus expert paper 2.0, disponibile a breve, si propone di approfondire questi aspetti, a partire da una miglior distinzione dei fenomeni in relazione al ritmo circadiano e da una più efficace caretterizzazione delle diverse attività motorie, e di presentare una research agenda per il prossimo futuro.

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